Dice lo Zen, Pagina 41 – di F.M.Montori

23 10 2009

Nella valle era il crepuscolo, e il Fuoco era ormai oltre le vette scure dei monti, oltre i villaggi, le pianure e i fiumi pieni. Nella valle c’era un cerchio perfetto, gli abitanti del villaggio di Lehm, usciti dalle loro case di terra, con poche parole in bocca. E fuori dalle porte di giunchi, sassi di diversa grandezza, foglie secche, custodite dall’autunno fino al primo caldo, assieme a foglie lucide e vive, ammucchiate in omaggio alla divinità, che scrive su tavolette di argilla i nomi uno dopo l’altro, mai abbandonati dalla coerenza del tempo. Ad occidente, dove si estingue il Fuoco, il cerchio era degli anziani, nelle rughe intarsiate si potevano contare gli anni, il freddo e la fatica, e negli occhi la quiete delle notti senza sogni. Ad oriente, dove il Fuoco si rianima, giovani ancora da farsi assieme a fratelli e sorelle minori appesi per le mani o sorretti tra le braccia come leggere brocche d’acqua. La linea del cerchio era chiusa, a nord e a sud, da uomini e donne che nella valle erano chiamati i custodi dei tre regni. All’interno del cerchio, vi era…

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La Stitica – di F.M.Montori

14 10 2009

Elisa Loi

24 anni

Affetta da stipsi cronica

La paziente ha iniziato col descrivermi l’iter terapeutico da lei seguito nel corso di diversi anni. Da piccola, da molto piccola, nell’età del biberon, la madre aveva l’abitudine di somministrarle quantità di magnesio in polvere sciolta nel latte tiepido. Il risultato era soddisfacente, evacuazioni regolari. Nel passaggio dal pannolino al vasetto il padre metteva mandarini in quest’ultimo per spiegarle, tramite esempio, il nuovo luogo di scarico. Fare ricerche su anamnesi familiare: disturbi mentali o stipsi ereditaria (benché nella letteratura medica non esistano argomenti di supporto a tale familiarità.)

Nel periodo adolescenziale, differenti metodi utilizzati. Bicchiere d’acqua calda, ogni mattina: probabile detto popolare, consigliatole da qualche anziana del suo paese, le stesse che bevono ancora la propria urina per farsi passare il mal di pancia. Naturalmente tale ‘metodo omeopatico’ non è servito allo scopo. La nutrizionista le consigliò di mangiare prugne essiccate o cotte ogni mattina. La madre di Elisa aggiunse anche mele e pesche, utilizzando il proprio estro culinario per renderle più appetibili alla figlia. Nessun risultato incisivo e un fruttivendolo arricchito. Dopo questo secondo fallimento, la paziente ha sperimentato…

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Frammenti di Luce – di Paolo Panzacchi

8 10 2009

Un bellissimo tramonto ha da poco abbandonato il cielo. Sono salito su questa collina, già piena di fiori nonostante una primavera ancora timida, non per osservare i toni rossastri del sole che lascia spazio alla notte, ma per perdermi nelle luci della mia città.


Mi sdraio sull’erba nell’attesa che le stelle rapiscano la mia attenzione e che anche la città risplenda grazie ai suoi astri artificiali.


Dalle cuffie del mio lettore mp3 Jeff Buckley mi ricorda, con le note di “Hallelujah”, il motivo che lo ha reso uno dei miei miti: la carica emotiva che mi trasmette la sua voce. Decido di leggere un po’ nell’attesa degli eventi. Derek Walcott e la sua raccolta “Mappa del Nuovo Mondo” mi terranno compagnia. Come tutte le volte che leggo queste poesie comincio da “Amore dopo amore”, riconducibile a una sola parola: straordinaria.


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Lungotevere – di Paolo Panzacchi

30 09 2009

[ROMA]

L’ultima volta che sono stato qua è stato esattamente due mesi fa. Era un pomeriggio freddo di Febbraio, parlavo al cellulare, ero vestito con un completo nero, una camicia bianca, una cravatta e un cappotto. Oggi invece è una calda serata, ho un paio di jeans alla moda, la mia camicia è azzurra con le maniche arrotolate fino alla metà degli avambracci. E’ sera, anzi è quasi notte. Il lungotevere qui a Roma è un luogo che mi sa sempre affascinare.

Sto passeggiando da poco più di mezz’ora: ho voglia di bere. Ricordo un posto poco lontano da qui, mi ci sono fermato altre volte: decido di tornarci. Nel mio cammino incontro alcune bancarelle: chi vende magliette, borse, souvenir o gli oggetti più vari. Me ne colpisce una in particolare, molto piccola: vende braccialetti. I miei occhi sono rapiti dalla varietà dei colori di quegli oggetti. Un bracciale attira subito la mia attenzione: corda nera, con un campanellino attaccato. Mi ricorda quello che avevo io: si è rotto circa due anni fa mentre ero in Grecia. Ne compro due, uno lo indosso subito e l’altro lo infilo nella tasca dei pantaloni avvolgendolo con uno strato di carta.

C’è un’atmosfera allegra attorno a me. Senza neanche rendermene conto arrivo di fronte al luogo che avevo in mente per la mia bevuta. Entro, saluto una cameriera e mi dirigo verso il fondo, senza…

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Lunedì – di Paolo Panzacchi

29 09 2009

[BOLOGNA]

La mia bicicletta imbocca la discesa che dai giardini Margherita conduce verso Porta Castiglione, non ho neanche bisogno di pedalare, lascio scorrere il mio mezzo sull’asfalto. Tolgo le mani dal manubrio facendo attenzione a mantenere un equilibrio perfetto. Ruoto la testa facendo scrocchiare seccamente le ossa del collo: questa notte ho dormito male.

Oggi è lunedì, ieri era Pasqua. Oggi è lunedì e sono le otto e mezza di mattina. Sto vagando per il centro in cerca di un posto dove poter fare colazione, o bere anche solo un caffè.

Arrivo a Porta Castiglione, il semaforo è verde, do una pedalata energica, giro a sinistra e mi lancio giù per Viale 12 Giugno. Mi sistemo la giacca, le mie pedalate si fanno meno vigorose, ricomincio a sfruttare la leggera pendenza della strada. Attorno a me deserto. C’è chi…

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Nell’Anticamera del Giardino – di F.M.Montori

22 09 2009

Una fila di anime davanti al prete per mangiare il corpo di Cristo. La trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue del nostro Salvatore. La messa del pomeriggio: un convivio cui partecipano poche persone. Diverse donne, la maggior parte anziane. Alcuni uomini, e di rado qualche giovane che si siede sulle ultime panche, come fosse l’ultimo iscritto sulla lista degli invitati. Candele accese davanti a un dipinto della Vergine Maria, con gli occhi rapiti verso il cielo, un’aureola di stelle sul capo rivestito e una corona dorata sorretta da un ragazzo in ginocchio. Candele che bruciano davanti all’assunzione in cielo della madre di Dio. Candele accese per illuminare la strada verso il Padre per le anime in purgatorio. Candele che bruciano grazie alla preghiera dei vivi e a qualche spicciolo che tintinna oltre la fessura. Il prete dà le spalle all’altare di marmo su cui è poggiato il calice col Sangue e una Bibbia aperta sulle parole di Gesù durante l’ultima cena. Alla sinistra dell’altare, sulla parete, la rappresentazione degli apostoli pescatori. Sulla destra, la fonte battesimale e l’effigie della trasfigurazione di Cristo, con Mosè ed Elia apparsi dal nulla, mentre Giacomo, Pietro e Giovanni impallidiscono dal giungere della nube splendente. Dietro l’altare, a pochi metri, un’enorme vetrata che copre tutta…

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Hebel – di F.M.Montori

15 09 2009

Oramai più nessun cane si ferma al tuonare degli scoppi. Non si volta più con le orecchie ritte e l’attenzione concentrata nei muscoli a modellare la postura. Non annusa più l’aria per cercare di capire se quell’odore appartenga al suo mondo. Ma ormai, capisce solo di doversi allontanare. Cosa ne possono mai sapere i cani del sudore dei proiettili? Di quella polvere che permette la loro ubbidienza al volere di indici che si chiudono ad uncino sul grilletto. In mezzo ai boschi qualcuno si nasconde. Alcune madri pallide, come abiti nuziali, tentano di azzittire neonati ancora in vita, mentre altri si addormentano…

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Conchiglie – di F.M.Montori

15 09 2009

Sean era ossessionato dalla paura che i suoni del mondo svanissero senza che lui ne potesse conservare le diverse melodie. Sean era un ragazzino estremamente semplice: “Un po’ ritardato.” Sosteneva qualcuno. “Troppo timido e introverso.” Ribadiva qualcun altro. Ma lui preferiva rimanere in disparte, lontano dagli altri. A scuola nessuno gli parlava, e anche i professori, senza ammetterlo fra di loro, si sentivano a disagio per quel silenzio camuffato da ragazzino rossiccio, che sedeva in fondo alla classe, in un banchetto da solo, e che non alzava mai la mano per prendere parola, ma allungava le orecchie, che avevano dita smaniose, per catturare le voci dei compagni, il trillo delle campanelle, il vociare delle auto al di là dei vetri, per il leggero…

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